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Tasse & balzelli, ieri a Teramo convegno Cna
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economiaDa giugno sulle imprese italiane si abbatterà un aumento di pressione fiscale insostenibile, e a farne le spese saranno soprattutto le piccole attività artigianali e commerciali. Secondo una stima elaborata dal centro studi nazionale della Cna solo l’aumento di tasse e imposte comporterà un aggravio di spese, nelle tasche degli imprenditori, che potrà arrivare fino a 5mila euro in più. Per fare il punto della situazione e illustrare le sue proposte correttive, la Confederazione nazionale dell’artigianato ha organizzato ieri un convegno dal titolo “Cosa cambia con la riforma Monti. Tasse, sviluppo e liberalizzazioni”, chiamando a raccolta esperti delle politiche fiscali e del lavoro.
All’incontro, in programma nella sala convegni della sede provinciale della Cna, in via Franchi 25, hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti; il responsabile regionale per il commercio e turismo della Cna, Cristiano Tomei; il direttore regionale della confederazione artigiana, Graziano Di Costanzo; il segretario regionale della Filcams-Cgil, Luca Ondifero. Secondo la Cna è realistico affermare che complessivamente, in Italia, circa 250mila piccoli operatori del commercio e dell’artigianato rischiano di essere espulsi dal mercato. Infatti, a dover reggere maggiormente l’urto delle nuove disposizioni in materia fiscale saranno le piccole e medie imprese; per far fronte anche alla riduzione dei redditi delle famiglie e alla conseguente caduta dei consumi, dovranno assorbire nei propri bilanci i maggiori costi per non aumentare i prezzi.  Diverse le voci che entreranno a far parte del pacchetto di aumenti che compongono la nuova realtà fiscale: dalla nuova Imu sugli immobili produttivi (solo in questo caso, si prospetta per ciascuna impresa un aggravio di alcune migliaia di euro) all’aumento dei contributi sociali; dalla nuova tassa sui rifiuti al ritocco dell’Iva; dalla maggiorazione delle aliquote pensionistiche per commercianti e artigiani al taglio di diverse detrazioni. Un fardello che rischia di trasformarsi in un’ipoteca gravissima sullo sviluppo e le liberalizzazioni: temi, questi ultimi, su cui l’economia italiana scommette per un proprio rilancio.
 
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