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Economia, la Cna: Abruzzo a due velocità, così muore la micro impresa
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Lupo“Si disegna un Abruzzo a due velocità: con le medie e grandi imprese, guardando soprattutto a ordini, fatturati, buone performance dell’export,

quasi sempre di natura esogena, che sono ripartite grazie e soprattutto ai mercati internazionali; e le micro e piccole imprese che continuano invece a soffrire a causa di un mercato interno ancora stagnante, di una stretta creditizia molto forte e di una pressione fiscale che si attesta mediamente intorno al 61% del reddito prodotto. Tanto da rappresentare veri macigni che frenano pesantemente la ripresa”. E’ l’analisi preoccupata delineata alla platea di delegati dal presidente uscente della Cna Abruzzo, Italo Lupo, che all’auditorium Petruzzi, a Pescara, ha aperto sabato pomeriggio i lavori dell’assemblea elettiva quadriennale della confederazione artigiana abruzzese. L’assemblea - che vede la presenza, tra gli ospiti, del presidente nazionale della Cna, Daniele Vaccarino, e del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – rappresenta anche l’ultimo atto, alla guida della Cna abruzzese, di Italo Lupo; in serata, infatti, i 120 delegati presenti dovranno scegliere, per la sua successione, tra due candidati: Savino Saraceni, di Orsogna, imprenditore metalmeccanico, 62enne, per otto anni presidente della Cna di Chieti; e Giorgio Stringini, 47 anni, aquilano, titolare di una società che opera nel campo della manutenzione degli ascensori, per otto anni presidente della Cna del Capoluogo.

Nella sua analisi, Lupo ha indicato anche i fattori che frenano la capacità di competere del sistema Abruzzo, ed in particolare del mondo della micro impresa e dell’artigianato: contrazione del credito, inefficienza della macchina burocratica, lentezza nell’erogazione delle poche risorse disponibili, a cominciare dai bandi comunitari: “La nostra rimane una Regione lenta, poco efficiente e burocratica. E le risorse, pur copiose del Masterplan, Por-Fesr Fse ed Fsc producono ancora pochi cantieri, non arrivano alle imprese, agli enti locali, ai soggetti a vario titolo beneficiari; non si stanno ancora trasformando in economia reale che porta veri benefici e crea benessere ed occupazione”.
A D’Alfonso, Lupo ha indicato quelli che, a detta della Cna abruzzese, sono gli ingredienti essenziali per sostenere l’incerta ripresa: ricostruzione della aree colpite dai terremoti; sviluppo delle infrastrutture (in testa il collegamento con le reti di Alta velocità ferroviaria), ulteriore potenziamento dell’aeroporto e dei principali porti; introduzione su vasta scala della banda larga; rigenerazione urbana; sviluppo dei parchi e delle riserve naturali; risanamento delle acque di balneazione. E, per quel che riguarda la micro impresa, sostegno alla trasmissione d’impresa, formazione, aiuto all’internazionalizzazione, sviluppo delle tecnologie digitali. 

«Abbiamo lavorato puntigliosamente, in questi anni, per ridare all'Abruzzo competitività, in una regione che aveva perduto una visione d'insieme». Lo ha detto il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, intervenendo ai lavori dell'assemblea elettiva quadriennale della Cna Abruzzo. D'Alfonso, che ha preso la parola subito dopo la relazione introduttiva del presidente uscente della confederazione artigiana, Italo Lupo, ha riconosciuto alla Cna abruzzese un ruolo di stimolo e impulso al dibattito sull'economia e sul rilancio dello sviluppo.
Il presidente della Regione ha dettato, con il riepilogo degli interventi principali del suo governo («Tutto quanto occorresse per superare il gap storico dell'Abruzzo, a cominciare da infrastrutture immateriali come la banda larga, ma anche da infrastrutture materiali come quelle ferroviarie, aeroportuali, stradali, portuali, che ridessero al nostro territorio capacità di essere competitivo»), anche l'elenco delle priorità presenti sull'agenda del suo governo, a cominciare dalla lotta alla burocrazia, proponendo un “patto” alla Cna, cui ha riconosciuto un ruolo di stimolo per l'attività dell'istituzione che rappresenta, ed agli altri corpi intermedi: quello contro i tempi morti e la burocrazia improduttiva.

Temi di grande interesse e attualità per il mondo della micro impresa e dell'artigianato nella nostra regione, come tasse, ricostruzione post sisma, rapporto tra sviluppo del turismo e tutela dell'ambiente, potenziamento delle infrastrutture, lotta alla burocrazia, che «ha un costo insopportabile per il mondo dell'impresa, soprattutto quella piccola». Ma anche quelli più delicati e più generali che riguardano il rapporto con le istituzioni, l'autonomia dal mondo della politica; «un tema, questo, su cui la Cna si è spesa da tempo per dimostrare la fine di quel sistema a “cinghia di trasmissione” che aveva caratterizzato il passato, dalle associazioni d'impresa alle organizzazioni sindacali: siamo “filo governativi” fino a prova contraria». «E il fatto che oggi le ricerche realizzate da alcuni istituti demoscopici – ha aggiunto - attestino un nostro profilo di grande autonomia dal sistema politico è per noi ragione di grande soddisfazione e motivo di proseguire su questa strada, che è quella di una crescente autorevolezza».
Sono alcuni dei temi affrontati dal presidente nazionale della Cna, Daniele Vaccarino, nel suo intervento. Un botta e risposta, quello con il giornalista Roberto Mingardi, che lo ha intervistato, che ha toccato numerosi temi e problemi. Problemi che, a detta di Vaccarino, «non hanno impedito in questi anni alla Cna di crescere e rafforzarsi sul territorio, dando vita a un processo di cambiamento che ci darà ancora più forza e autorevolezza, anche grazie a un percorso, come quello che precede l'assemblea nazionale, che ci ha consentito di contattare migliaia e migliaia di imprenditori».

 
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