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Nuovo codice degli appalti, la Cna: una occasione per le piccole imprese
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costruire-casa«Il nostro giudizio complessivo non può che essere positivo, anche se permangono alcune

perplessità su aspetti importanti della riforma». Lo afferma il presidente di Cna Costruzioni Abruzzo, Nicola Cerretano, commentando l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri del nuovo Codice degli appalti pubblici: uno strumento particolarmente atteso dal mondo delle piccole imprese, che salutano positivamente alcune modifiche introdotte nel testo, e giudicano il nuovo impianto normativo un deciso salto di qualità rispetto al passato. Soprattutto, in grado di contribuire a un rilancio del debole mercato delle opere pubbliche abruzzese.
«Ruolo dell'Anac, Albo dei commissari di gara, criteri di aggiudicazione e qualificazione delle stazioni appaltanti – osserva Cerretano - sono solo alcune delle novità di rilievo contenute nel nuovo testo. A queste se ne aggiungono altre che come associazione salutiamo con favore: la suddivisione in lotti delle gare d’appalto, l’aumento del numero di operatori economici invitati alle procedure negoziate, il tetto massimo fissato al 30 per cento delle opere che si possono subappaltare e il pagamento diretto dei subappaltatori nel caso siano micro o piccole imprese».
Punti critici, a detta dell’associazione delle piccole imprese di costruzione aderente a Cna, pure permangono, rappresentando altrettante occasioni mancate: «Penso al mancato innalzamento a 258mila euro della soglia di iscrizione obbligatoria alle Soa e all’eliminazione dell’obbligo di comprendere anche la verifica dell’incidenza della mano d’opera nel documento unico di regolarità contributiva. E continua a preoccuparci molto che larga parte della riforma sia demandata a successivi interventi, decreti e linee guida: senza, al momento, coinvolgere le associazioni delle piccole imprese» dice ancora Cerretano. Ma quale impatto potrà avere il nuovo testo sul settore edile? Guardando i dati relativi alla spesa per investimenti dei Comuni delle varie regioni italiane, riferita agli anni 2008-2015, l’Abruzzo, al netto del cosiddetto “Cratere della ricostruzione” registra un calo del 35%, a fronte di una flessione media nazionale del 40%: e dunque più marcata. «Sarebbe auspicabile che le amministrazioni, in un quadro generale di rilancio della spesa pubblica permesso dalle nuove norme, e in particolare dal superamento del Patto di stabilità, utilizzando gli strumenti del nuovo codice, a cominciare da uno dei suoi principi-cardine, come la suddivisione in lotti funzionali, diano immediatamente un forte segnale di ripresa degli investimenti» conclude il presidente di Cna Costruzioni Abruzzo.

 
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