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Macro-regione, oggi a Pescara forum della Cna
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Le piccole imprese di quattro regioni, insieme, per sostenere il progetto della macro-regione adriatico-ionica, stimolare le istituzioni locali, superare localismi e avviare un confronto costruttivo con Unione Europea e Governo. Questo il senso del convegno, organizzato dalla Cna di Abruzzo, Marche, Molise e Puglia, che oggi, sabato 29 settembre, vedrà a Pescara il primo di tre appuntamenti (i successivi sono già fissati a Bari, per la fine di novembre, e ad Ancona, per la fine di gennaio del 2013) stabiliti dall'agenda della confederazione artigiana delle quattro regioni.

“Adriatico, un mare di opportunità” è il titolo della manifestazione in programma domani, con inizio alle 10, nella sala Petruzzi in via delle Caserme. Numerosi gli ospiti istituzionali che saliranno sul palco, per il dibattito coordinato dal giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, che sulle pagine del quotidiano milanese ha ricordato, di recente, il rischio di un processo di emarginazione progressivo del versante adriatico del nostro Paese: con lui ci saranno il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi; il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti del Governo Monti, Guido Improta; il vice presidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella; il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini.
Prima di loro, dopo i saluti del presidente regionale della Cna abruzzese, Italo Lupo, le ragioni dell'iniziativa saranno illustrate dalle relazioni di Carlo Carboni, direttore del dipartimento di Scienze sociali dell'università di Ancona e da Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica alla facoltà di Architettura di Pescara; i due docenti, assieme a Carlo Viesti, ordinario di Economia applicata nella facoltà di Scienze politiche dell'università di Bari, fanno parte del comitato scientifico che la Cna delle quattro regioni ha messo al lavoro sul tema della macro-regione. Diversi i temi che saranno al centro dell'attenzione della discussione: dall'Alta velocità ferroviaria alle grandi infrastrutture trans-europee, dalla dotazione di porti e aeroporti al ruolo dell'economia della conoscenza, dalle possibili sinergie al ruolo delle imprese.
«Lo scopo degli incontri - illustra Carboni - è sollecitare le istituzioni e le imprese a mettere in campo un progetto comune, incentrato sull’asse adriatico di sviluppo di piccole e medie imprese e sulle necessarie economie esterne e infrastrutturali, in un’ottica europea che assuma l’Adriatico come cerniera verso l’area del sud-est europeo». «Purtroppo - aggiunge - sotto i colpi della crisi sta sbiadendo l’identità del modello di sviluppo che aveva reso, negli anni Ottanta, il Corridoio adriatico un’importante direttrice dell’industrializzazione del Paese; con risultati ragguardevoli, visto che il Pil pro-capite medio delle province adriatiche, oltremodo depresso all’inizio del 20esimo secolo, si è affacciato al 21esimo superando quello medio delle province tirreniche. Da allora un rapido declino dei numeri, con incerte previsioni, con la crisi trasferita ai bilanci pubblici e all’economia reale, all’affanno di Pmi e distretti, si associa un prevedibile collasso della spinta degli enti locali e regionali per lo sviluppo e per i servizi, vista l’attuale situazione finanziaria delle nostre istituzioni locali. Pesa anche sulla qualità della vita, se si pensa alla decrescita della manutenzione dei beni comuni. Tutto ciò pesa sulla coesione sociale, grava sulla qualità della vita».

 
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