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Legno e lapidei, in Abruzzo il primo contratto integrativo del settore
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marmoL’Abruzzo fa da apripista nel settore artigianale di legno e lapidei (cave, marmo e pietre, ndr). E’ stato infatti sottoscritto nei giorni scorsi da Casartigiani, CNA e Confartigianato,

d’intesa con i sindacati di categoria di Feneal-Uil, Filca_Cisl e Fillea-Cgil, il primo contratto integrativo del comparto, che investe numerosi aspetti di notevole interesse. «Associazioni artigiane e sindacati dei lavoratori – spiegano infatti i firmatari - hanno trovato una condivisione su diversi obiettivi, come incentivare i processi di innovazione dei prodotti; gli investimenti tecnologici materiali ed immateriali; la qualificazione delle risorse umane attraverso la formazione professionale continua; il sostegno alla nuova occupazione e alla sicurezza sui luoghi di lavoro; l’accrescimento della eco-sostenibilità delle produzioni, come indicato dalla Carta di Pescara». Si completa così, con un accordo destinato a fare scuola in Italia, un percorso avviato nel marzo del 2018 con la sottoscrizione del nuovo contratto nazionale di lavoro, che ha dato una risposta soddisfacente ai 100mila lavoratori del settore e a 50mila imprese, sia in termini di salario che di Welfare, conseguendo importanti risultati sul piano della sanità e della previdenza. Un quadro che ora si arricchirà di nuovi, rilevanti contenuti per i 6mila addetti e le 2mila imprese presenti in Abruzzo.

La sottoscrizione del contratto integrativo ha rappresentato anche l’occasione per consolidare e rafforzare il sistema di relazioni sindacali. Sarà presto costituito uno speciale osservatorio che, grazie anche al ruolo esercitato dall’EBRART (l’ente bilaterale partecipato da associazioni d’impresa e sigle sindacali), sarà chiamato a monitorare le principali esigenze del settore: andamento della domanda, flussi occupazionali, fabbisogni professionali e formativi, specializzazioni delle imprese, processi di innovazione, investimenti su base distrettuale, forme di finanziamento pubblico, andamento infortunistico, fattori di rischio.
Un ruolo importante spetterà anche alle organizzazioni sindacali, chiamate a svolgere un’azione di costante informazione ai lavoratori tramite bacheche sindacali e assemblee, mentre le aziende favoriranno il diritto allo studio (150 ore) e la formazione professionale. Particolare cura, infine, sarà dedicata agli ambienti di lavoro, onde accrescere il livello di sicurezza: le parti hanno deciso di far effettuare 16 ore di formazione specifica, all’interno degli enti bilaterali presenti sul territorio, durante il periodo di prova del primo inserimento.

 
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