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Alta velocità, credito alle micro-imprese, viabilità e Mezzogiorno. Di Costanzo: ecco le nostre proposte a De Vincenti
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di costanzo«Ho rappresentato al ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, nel mio intervento a Fonderia Abruzzo, l'idea consolidata di un Abruzzo del mondo delle imprese che marcia a due velocità:

con una, la grande, che grazie all'export, corre veloce; con un'altra, la micro-impresa, che segna il passo da anni a causa della contrazione del mercato, della caduta del credito, della pressione fiscale e della inefficienza della pubblica amministrazione». Lo afferma il direttore regionale della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo (nella foto), che alla kermesse politica di Sulmona, tenuta nei giorni scorsi e promossa dalla Regione Abruzzo, è intervenuto a nome del mondo delle piccole imprese. «Tra gli obiettivi per un rilancio della micro impresa e dell'economia regionale - prosegue - ho chiesto al ministro di potenziare il sistema di infrastrutture in grado di rendere più competitivo ed efficiente il nostro territorio all'interno del sistema Adriatico, inserendo l'Abruzzo nel sistema dell'Alta velocità ferroviaria attraverso l'estensione del sistema "Ten-T" così come prevede la risoluzione approvata dal parlamento europeo nell'ottobre 2015».
Ancora, dice il direttore della Cna Abruzzo, «a De Vincenti ho chiesto di varare, così come ha fatto il governo con “casa Italia” e “casa sicura”, anche un progetto "strade sicure" che consenta al nostro territorio di ripristinare un sistema dignitoso ed efficiente di viabilità ordinaria e di percorribilità; e che dunque non ci condanni a proporre l'offerta turistica regionale in condizioni impresentabili, senza voler considerare i disagi patiti dalle popolazioni residenti». Infine, conclude, «ho proposto di mettere in campo un poderoso sistema di aiuti per l'accesso al credito delle micro e piccole imprese, attraverso i confidi, visto che in Abruzzo il sistema bancario ha diminuiti il credito concesso alle imprese negli anni della crisi di 1,7 miliardi di euro, e in Abruzzo e nel Mezzogiorno non ci sono più banche locali in grado di sostenere lo sviluppo. Sul decreto Mezzogiorno, che il nostro mondo apprezza, con la proposta di aiuto alle nuove imprese, già contenuta, va però considerato il sostegno a quelle esistenti».

 
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